Flaminia Lizzani – Le interviste del Se

19 Feb 2019 Interviste @redazione
Flaminia Lizzani – Le interviste del Se

Se dovessi trasferirti un pianeta lontano, dove resterai per un po’ di tempo, che foto porteresti con te?

Forse porterei tre foto: cielo, mare, terra. Tre piccole polaroid.

 

Se un Artista ti chiedesse di poter attingere al tuo album di famiglia lo permetteresti ? Perché ?

Sì potrebbe attingere. Un artista che stimo.
Mi piacerebbe trasformasse le fotografia in qualcosa di diverso, magari usando un altro linguaggio.
Mi piacerebbe vedere come cambia lo sguardo, e avere nuovi stimoli per creare una dialettica con il passato.

 

Se dovessi interpretare il personaggio di un fotografo in un film, come vorresti che fosse, in che epoca e in che luogo lo collocheresti ? Perché?

Mi piacerebbe interpretare due personaggi, non uno.
Amo la poetica di Francesca Woodman, quindi raccontare una visione molto intima, molto personale, molto focalizzata sul corpo e la sua dimensione psichica. Poi mi piacerebbe essere una fotografa durante la resistenza partigiana. Fotografare le donne, raccontarle.
Dare volto alle donne chi ci hanno consentito di essere qui, oggi, “liberi”.

 

Se io fossi…ma io sono…

nata a Roma dove vivo e lavoro. Ho iniziato a disegnare nudi femminili nel 1986. Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti e la Scuola Libera del Nudo, mi sono dedicata dal 1993 all’attività di restauratrice e dal 2002 lavoro anche come Casting Director. Ho partecipato nel 2011 alla mostra Primo Centro, a cura di Alessandra Bonomo, nel Castello Aldobrandesco di Arcidosso (GR); Nidi di Donna la mia prima mostra personale nel maggio 2018 alla Casa Internazionale delle donne

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