Francesca Capossela – Intervista del sé

26 Apr 2019 Interviste @redazione
Francesca Capossela – Intervista del sé

Se dovessi trasferirti in un pianeta lontano, dove resterai per un po’ di tempo, che foto porteresti con te?

Io temo lo spazio profondo, i pianeti lontani mi fanno paura, soffoco al solo pensiero. Comunque, se avvenisse, porterei la foto celebre del film Casablanca, dove Humphrey  Bogart e Ingrid Bergman  si guardano negli occhi e lei freme di desideri sotto l’ala del suo cappello, nebbia come sfondo.  Un’altra  fotografia che amo è tratta ancora da un film ma più recente, Solo gli amanti sopravvivono. Qui abbiamo Tilda  Swinton  e Tom Hiddleston abbracciati, vampireschi e tragici, con gli occhiali scuri anche a mezzanotte. Insomma… il meglio dell’amore.

 

Se un artista ti chiedesse di poter attingere al tuo album di famiglia lo permetteresti? Perché?

Non darei fotografie se non tornassero indietro. Per il resto potrebbe prendere quello che vuole, toglierei solo le foto in cui sono venuta particolarmente male, poiché sono insicura.

 

Se dovessi interpretare il personaggio di un fotografo in un film, come vorresti che fosse, in che epoca e in che luogo lo collocheresti ? Perché?

Mi piacerebbe  essere ritratta come una dama fatale del cinema muto: occhi bistrati e rovesciati e mani aggrappate alle tende, vestiti che scivolano morbidi sui fianchi e tanto, ma tanto, Photoshop.

 

Se io fossi…ma io sono…

Vorrei essere di nuovo giovane, ma con l’esperienza di adesso, portando con me le persone che contano. Sembra il Venditore di Almanacchi di Leopardi, ma non è così, ho avuto una vita fortunata e, come sempre accade in queste circostanze,  non c’è molto da raccontare.

 

 

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