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Eden di Patrizia Riviera

18 Feb 2019 @redazione

La parola Eden evoca l’immagine del paradiso terrestre, luogo di armonia, di
felicità, di bellezza, di libertà perduta. E’ il luogo all’origine dell’umanità dove non c’era la sofferenza, la malattia, la fatica di guadagnarsi il cibo.
Quel luogo perfetto in cui l’uomo viveva immerso nella natura.
In questa parola, nella sua potenza, è contenuta il senso di colpa per averlo
perso e l’illusione che esista un luogo dove ritornare, dove trovare rifugio.
Il luogo della felicità perduta.
In questo lavoro celebro il mio amore assoluto per la Terra, vero paradiso,
amore fatto di nostalgia, di meraviglia, di romanticismo e misticismo. Quando
sono in mezzo alla natura ringrazio di essere viva e guardo quello che mi
circonda con lo stupore antico di Eva e Adamo.
Sono un viandante alla ricerca dell’orizzonte, infinito, inconoscibile.
L’immaginazione inconscia come natura e l’immaginazione conscia come
ispirazione artistica. Come affermava Shelling, uno degli esponenti principali
della filosofia romantica, “non esiste distinzione tra materia e spirito. L’intera natura è quindi come guidata da un’anima, ovvero una forma di intelligenza immanente che regola sia la forma che l’evoluzione delle cose.”
Io, nella natura, ricerco quell’energia antica all’origine del mondo.

 

CHI è Patrizia Riviera.

Nata a Milano nel 1956, dal 2000 vive a Bergamo. Inizia a fotografare nel 1992 frequentando la scuola Donna Fotografa di Giuliana Traverso. Le sue foto affrontano sia tematiche di reportage sociale che di ricerca creativa; Patrizia infatti segue un filo conduttore che la porta a cercare di tradurre in immagini l’emarginazione, la solitudine e il senso di non appartenenza, interessi che dal 2001 l’hanno spinta ad occuparsi di fotografia terapeutica facendo laboratori soprattutto nell’ambito della salute mentale. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive (più di 50) in Italia e all’estero. Tra queste: Giovani e Sconosciuti, mostra e libro a cura di Italo Zanier. Unsure Felings, lavoro di ricerca incentrato sull’insicurezza, che ha vinto due primi premi, la pubblicazione di un libro monografico ed è stato esposto a New York, a Seattle, in California (USA), in Belgio e a Bratislava (Slovakia). Ritrovarsi nello specchio a cura di Roberto Mutti al Museo Ken Damy. L’altra città (No Fashion Lives), sulla vita nelle periferie di Milano, esposto alla Galleria San Fedele di Milano nella mostra “Captivi” a cura di Gigliola Foschi, e alla Triennale di Milano. Liberamente in Patagonia, il viaggio di cinque malati di mente in Patagonia, mostra e libro a cura di Roberto Mutti. Close-Ups, esposto nella mostra Premio Europeo Donne Fotografe di Prato, e a Roma, Trento e Marghera. I give up: l’ultimoviaggio. Il sogno, sul tema della rinuncia, che ha vinto il 2° premio al Premio internazionale Rovereto, esposto nel 2016 alla galleria Quarenghi50 a Bergamo. Eden, sul paradiso perduto, esposto nell’aprile 2018 nella galleria di Cascina Martesana “El Bagnin de Gorla” per la rassegna espositiva con bando di selezione Altri Mondi 2018, “L’orizzonte, equilibri della natura.” Mostra a cura di Paola Riccardi. Le sue fotografie fanno parte della collezione fotografica della Bibliothéque Nationale de France a Parigi.

 

PATRIZIA RIVIERA
e-mail: rivierapatrizia@gmail.com;
Link instagram e facebook: patrizia riviera

 

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