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Frammenti Metropolitani di Patrizia Pulga

05 Ott 2018 @redazione

Fra tutte le città europee che ho fotografato in questi ultimi anni mi sembra di intravedere un filo conduttore, dato che le strutture residenziali al pari di quelle pubbliche e direzionali hanno mutato il loro aspetto architettonico assumendo la stessa fisionomia. In numerosi edifici, soprattutto pubblici, prevalgono elementi leggeri e specchianti come il vetro in grado di giocare con le trasparenze: strutture dalle linee agili che sfidano altezze e volumi altrimenti pesanti e incombenti e che riflettono nei loro perimetri le architetture che gli stanno di fronte, prendendo i colori dal cielo, dal sole e dalle nuvole. Tuttavia anche questi gusci trasparenti fatti di cristallo, non diversamente dalle opere di edilizia abitativa, sembrano involucri privi di vita autonoma; la totale assenza dei muri intercalati dalle finestre che un tempo fungevano da tramite tra il dentro e il fuori li fanno percepire come tante astronavi misteriose la cui bellezza protegge il loro interno da ogni indagine esterna.

Tracce di presenze umane che non hanno ancora smarrito la voglia di marcare questi non luoghi con il proprio segno emergono sui muri dove grafiti, murales o semplici scritte anonime fungono da icone, in grado di caratterizzare posti altrimenti identici. Sovrapponendosi o condividendo gli stessi spazi delle scritte e delle insegne istituzionali, li marcano e li delimitano, conferendogli la dignità di luogo segnato, vissuto, pensato, e quindi urbanizzato.

Mentre mi perdevo in questi spazi urbani mi ha colpito percepire visivamente la frammentazione spaziale che ha cambiato le nostre vite e le nostre relazioni; non ho potuto quindi ricomporre il paesaggio di queste metropoli come un continuum riconducendolo forzatamente ad un’unitaria idea di città che non esiste più: ho così ricostruito luoghi e spazi allineando i molteplici tasselli, spesso contrastanti, da cui è composto sovrapponendo i mille frammenti fissatisi nella mia fotocamera.

Le immagini allegate sono state scattate a Barcellona, Berlino, Londra, Madrid, Milano e Tallin, altre dello stesso progetto riguardano Bilbao, Bologna, Francoforte, Lisbona, Parigi, Praga, Riga, Roma, Valencia e Vilnius.

Chi è PATRIZIA PULGA

Fotografa, docente di fotografia, Charter Member di Women In Photography International e presidente dell’associazione Donne Fotografe, si occupa di tematiche di genere, immigrazione, intercultura e delle modificazioni urbanistiche nelle città europee e statunitensi. Ha ideato numerosi progetti personali tra cui per Bologna 2000 Città Europea della Cultura il reportage con mostra e libro Eventi di Festa sulle feste delle comunità straniere a Bologna e Women Photographers’ Net, censimento e convegno sulle fotografe europee; Appunti contro il razzismo, con la scrittrice Elena Gianini Belotti, in collaborazione con il CD/Lei del Comune di Bologna e il workshop L’Immagine della Donna nella pubblicità: dagli stereotipi all’autorappresentazione, tenuto in varie istituzioni tra cui l’Università di Ferrara e la Regione Emilia Romagna. Tra quelli collettivi, Lithuania 24 hours, assieme a fotografi di fama internazionale e Inside Out/L’Italia sono anch’io, versione italiana del progetto ideato dallo street artist JR. Le sue immagini sono state pubblicate in numerosi volumi; nel 2017 per Pendragon è uscito il suo libro Le donne fotografe dalla nascita della fotografia ad oggi: uno sguardo di genere, con il profilo professionale di più di 2300 fotografe di tutto il mondo.

MOSTRE (selezione): Museo d’Arte Moderna di Monaco di Baviera, Museo d’Arte Moderna di Zagabria; Museo d’Arte Moderna di Vilnius; Accademia Italiana di Londra; World Trade Center di Barcellona (2004 e 2007); 5th Biennial of Fine Art & Documentary Photography di Barcellona (2018); Galleria degli Uffizi di Firenze; SICOF Milano (1987 e 1989); Galleria d’Accursio, Biblioteca dell’Archiginnasio, Palazzo Comunale, Palazzo dei Notai, Cineteca, tutte a Bologna; Photo Independent di Hollywood; House of Photographic Art (HOPA) in California e Photo L.A di Los Angeles (2002, 2012, 2013, 2014 e 2015). Sue immagini fanno parte di collezioni private e pubbliche tra cui quelle del C.S.A.C. (Centro Studi e Archivio della Comunicazione) – Università di Parma e della Women In Photography Collection presso la Beinecke Library della Yale University (usa).

LINK:

www.patriziapulga.it

Fb: https://www.facebook.com/Patrizia-Pulga-photographer-762231447158060/

www.donnefotografe.org

www.womeninphotography.org

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