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Noise and Silence di Riccardo Squillantini

21 Giu 2018 @redazione

NOISE AND SILENCE
di Alain Chivilò

“La testimonianza fotografica della realtà crea nel fotoreporter freelance una sensibilità unica, che permette negli anni di catturare immagini da proporre ai media. La documentazione contemporanea che ne consegue infonde al cronista fotografico, nel tempo, spunti per orientare i suoi scatti verso un approccio prettamente artistico. Riccardo Squillantini, sta facendo proprio questo iter. Infatti rispetto a inseguire la realtà in porzioni scenografiche da impressionare, cerca di approfondire contenuti introspettivi all’interno di connessioni neurali, ponendo in essere una fotografia che possa indagare le segrete relazioni psichiche di un umanità distratta e focalizzata su più versanti dell’agire sociale. Non trattandosi di un azione atta a denunciare lo status quo, l’artista con quest’approccio vuole aprire in ognuno di noi molteplici stati della mente. Gli scatti di Riccardo Squillantini nella loro ricercatezza permettono simultaneamente di soffermarci, con riflessione e concentrazione, su ambientazioni atte a consentirci di riordinare le idee. Partendo da tale approccio, il pensiero dell’artista si sta attuando a livello creativo attraverso due cicli artistici : ” To the Limit” e “Noise and Silence”. Nel primo, fino al limite, sono immortalate aree di confine tra la periferia urbana e un ambiente che da agricolo passa ad uno stato di pre-urbanizzazione. Una sorta di terra di confine tra passato e futuro. “Noise and Silence” rappresenta invece per Squillantini il vero nucleo concettuale dei suoi scatti. La tematica ruota su due opposti che si attraggono,partendo da quello che il mondo naturale ci propone quotidianamente a livello visivo. Nelle rappresentazioni definite “Silence”, l’artista coglie e blocca scenari che la terra attraverso la sua instabilità ci regala sempre in forma unica, al fine di elevarle spiritualmente lungo silenzi senza fine. Un realistico positivo fotografico all’interno del quale le immagini permettono all’anima di trovare “in un atteggiamento di silenzio, il percorso di una luce più chiara” perchè “ciò che è sfuggente e ingannevole si risolve in un cristallo di chiarezza”, citando un pensiero del politico indiano Mahatma Gandhi. In maniera opposta le sequenze “Noise” indagano un rumore e frastuono che Squillantini parafrasa in contenuti legati a uno stato della mente. Infatti come da esplicita spiegazione dell’artista, le opere di questo ciclo ruotano su due tendenze caratterizzanti la contemporaneità umana: una convinzione di ottimistica e fiduciosa attesa verso qualcosa che arriverà e una condizione di benessere per corpo e anima. Purtroppo tali aspettative essendo constantemente minate dalla frenetica quotidianità, entrano in un conflitto interiore che provoca una silenziosa forma di rumore percepito a livello cerebrale. Un ossimoro dunque che, lungi da un ipotetica malattia, nei due termini contrastanti lega quel conflitto umano determinato da infiniti pensieri. Se la vita nei secoli pre industriali avvenne lungo un silenzio, questo tra Ottocento e Novecento venne rotto da un nuovo sviluppo tecnologico che ha fatto nascere nella società il rumore che tutt’ora avvertiamo, riprendendo l’affermazione del Futurista Luigi Russolo : “oggi il rumore trionfa e domina sovrano sulla sensibilità degli uomini”. Le fotografie “Noise” evidenziano, attraverso effetti in negativo, intrecci e grovigli colti dall’artista in natura al fine di cristallizzare instabili stati personali umani, offuscati dall’incapacità di trovare un’univoca soluzione al conflitto tra il bisogno di vivere situazioni positive e l’incertezza verso un futuro indeterminabile. Queste condizioni, ottenute dal fotografo Riccardo Squillantini grazie a particolari colti dall’ambiente, si trasferiscono in luoghi mentali laddove il rumore delle opinioni di una società standardizzata vela e confonde il silenzio della terra che, rivelandosi a chi lo cerca, permette al nostro essere una musicalità ricca di vita.”

Alain Chivilò – critico e curatore d’arte

 

Chi è RICCARDO SQUILLANTI

Si diploma presso l’Istituto Superiore di Belle Arti di Firenze e frequenta la Facoltà di Architettura di Firenze. Inizia a fotografare quando era ancora a scuola; poi lavora per la Commissione del patrimonio architettonico e paesaggistico per realizzare un catalogo fotografico di monumenti del Rinascimento. Si trasferisce a Roma dove lavora come fotoreporter per agenzie fotografiche, giornali e riviste italiane e straniere come: Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Messaggero, L’Espresso, Panorama, Il Venerdì, Sette, Donna Moderna, Il New York Times, Time Magazine, Le Nouvel Observateur, ecc …

Diventa fotografo vaticanista con accredito permanente della Città del Vaticano. Ha seguito e fotografato Papa Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e ora Papa Francesco.

Parallelamente lavora a progetti fotografici utilizzando la tecnica della fotografia analogica con l’uso di fotocamere di grande e medio formato.

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