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Silenzi interrotti di Melania Messina

21 Giu 2018 @redazione

…grazie alle donne che sollevando il velo del silenzio hanno scritto quelle parole, senza il cui suono non ci sarebbero state le immagini, parole di verità sofferta che interrompono la solitudine di dolori antichi condivisi…

Melania Messina

 

Violenza domestica: “Ogni forma di violenza fisica, psicologica o sessuale che riguarda tanto soggetti che hanno, hanno avuto o si propongono di avere una relazione intima di coppia, quanto soggetti che all’interno di un nucleo familiare più o meno allargato hanno relazioni di carattere parentale o affettivo”. World Health Organization (WHO, 1996).

Il progetto si propone di affrontare il tema della violenza domestica, cercando un linguaggio visivo che tratti il fenomeno privilegiando la soggettività delle percezioni delle donne che ne sono state vittime, senza lederne la dignità già offesa dall’esperienza vissuta, ma piuttosto dando loro voce. L’intento è quello di tracciare una narrazione attenta a non porre enfasi sul ruolo del “carnefice” speculare alla rappresentazione della donna come oggetto della violenza, ma piuttosto sottolineando il ruolo della donna soggetto di un percorso di presa di coscienza, potenziale via di uscita da una situazione di umiliazione e isolamento.

Il lavoro è stato condotto costituendo un gruppo di sette donne vittime di violenza domestica a cui è stato chiesto di descrivere liberamente le loro emozioni durante gli abusi. Alcune di loro hanno scelto di farlo attraverso metafore o scegliendo un linguaggio più lirico, altre hanno preferito attingere ai loro diari in cui davano sfogo alle emozioni. Tuttavia, nessuna ha descritto la violenza in se, probabilmente per un pudore che permane rispetto all’umiliazione subita; piuttosto, tutte hanno cercato di dare l’idea del loro vissuto attraverso frammenti di emozioni. In coerenza con la loro scelta, questi pensieri, trascritti a mano su fogli di carta, sono stati fotografati in ambienti evocativi dell’esperienza, perlopiù ambienti domestici della quotidianità, quasi a sottolineare l’ordinarietà inquietante della violenza. L’idea è quella di suggerire più che di descrivere, senza rinunciare a suscitare inquietudine. E’, infatti, in luoghi familiari e da persone amate che quotidianamente moltissime donne subiscono letteralmente una tortura fisica e psicologica. I femminicidi, numericamente rilevanti, non sono altro che la punta dell’iceberg di un fenomeno ancora più sommerso e molto più diffuso che si consuma nella solitudine e nell’isolamento, purtroppo spesso nell’indifferenza collettiva, in luoghi che dovrebbero essere sicuri e protettivi.

 

Chi é MELANIA MESSINA

Si forma negli anni 80 al Maui Community college prima e successivamente completa la formazione alla “School of Visual Arts” di New York. Dopo un breve periodo trascorso in Indonesia, dove documenta gli aspetti mistici della cultura giavanese che si fondono con elementi della religione islamica, ritorna in Italia. Svolge la sua attività prima a Milano, collaborando con l’agenzia Marka e Photo-Dossier e con la rivista “L’Etichetta” diretta da Luigi Veronelli. Dal 1992 vive e lavora a Palermo, sua città natale dove oltre a collaborare con le testate della Giorgio Mondadori, si dedica in prevalenza a progetti riguardanti tematiche sociali. Nell’ambito di questa ricerca si configurano i suoi ritratti dell’immigrazione al femminile, pubblicati insieme ai reportage di Paola Agosti e Simona Calì Cocuzza in un libro con prefazione di Giovanna Calvenzi. Nel 2004 i suoi lavori sono stati selezionati per la realizzazione di un volume dal titolo “Imagining Ourselves, anthology” curato dall’International Museum of Women di San Francisco, con prefazione di Isabella Allende. Dal 2005 agli inizi del 2007, nell’ambito delle attività dell’associazione ONLUS “Laboratorio Zen Insieme”, ha lavorato ad un suo progetto finanziato dal Comune di Palermo, realizzando anche un video che, attraverso ritratti e interviste, racconta dei disagi vissuti nel quartiere Zen di Palermo. Le sue immagini sono state pubblicate da diverse testate italiane ed estere quali Liberation, D la Repubblica, il Venerdì, Antiquariato, Bell’Italia, l’Espresso, Gioia, Gente, Traveller’s UK, Nytecc. Ha realizzato diverse mostre in Italia e all’estero con contenuti riguardanti prevalentemente fenomeni di esclusione sociale in Sicilia.

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