Santa Veronica la protettrice de* fotograf*

21 Giu 2018 Il Cortile @redazione
Santa Veronica la protettrice de* fotograf*

Testo e foto di Epics

Forse non tutti sanno che anche i fotografi hanno una loro Santa protettrice: è Santa Veronica.

In un’epoca ove la tecnologia sembra aver preso il sopravvento, fino a risultare spesso oltremodo invadente, pensiamo di poter produrre immagini che non temono confronti in termini di qualità (è alla portata di tutti); in termini di tempestività (i dispositivi mobile sono sempre immediatamente pronti allo scatto); se poi uno scatto non è proprio ben riuscito c’è sempre un software pronto ad aiutarci e forse anche a sostituirci! Cosa mai allora aspettarsi dal sostegno che Veronica potrebbe accordare ai fotografi? Ormai sono onnipotenti … fotograficamente parlando!

Ovviamente, come tutti ben sanno, non è così! Il risultato finale dello scatto non è sempre rappresentativo di ciò che avevamo immaginato o voluto raffigurare: ora l’esposizione non è proprio così calda come vorremmo, ora l’espressione in quel ritratto è meno significativa di quanto intendevamo, ora la composizione dell’immagine non è soddisfacente fino in fondo.

E allora qualcosa mi verrebbe proprio da chiedere ad una Santa che ha avuto l’opportunità, nel contempo dolorosa e unica ed edificante, di potersi avvicinare a Gesù nel momento per Lui doloroso della passione, durante la Via Crucis, e potergli detergere il sudore con un panno di lino, come vuole la tradizione, ottenendo su questo l’impronta del volto di Gesù, noto come il “velo della Veronica”.

E allora mi auguro che, come accaduto a Veronica, ogni tanto accada qualcosa di “magico” anche a noi. Che il nostro scatto, anche oltre le nostre intenzioni, riesca a cogliere e a registrare una visione oltremodo originale e suggestiva, magica appunto, tale da sorprenderci nell’esito finale.

Al contempo sarà necessario che Veronica fornisca quell’ausilio che porti a fotografare in piena libertà, con divertimento, senza timore alcuno per il risultato finale ma solo con l’atteggiamento libero e curioso dell’esploratore che osserva e vive a pieno la meraviglia della scoperta a cui, attraverso la camera, è possibile accedere. Un privilegio offerto a chi questo dispositivo utilizza, consapevole di quanta realtà celata possa essere rivelatore. E, quindi, come affrontare la visione della parte di realtà che ci sta di fronte? Come guardarla? Come scoprirla? Ed è proprio sul saper guardare, sulla capacità di avere la visione che chiederei aiuto a Veronica, affinché tutti coloro che utilizzano la camera onorino il versante magico di tale strumento. L’immagine fotografica ha la peculiarità di restituire anche il non visto dai nostri occhi, di isolare angoli ricchi di fascino che i nostri sguardi “impastano” e perdono nell’insieme caotico del resto della visione.

Naturalmente non dimenticate il 12 luglio di fare gli auguri alla vostra amica Veronica, se ne avete una con tale nome, in questa data ne ricorre la commemorazione.

 

Santa Veronica  scultura del 1632  dello scultore Francesco Mochi posta  sottostante la cupola della  Basilica di San Pietro in Vaticano.

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